Non voglio che tu muoia …
Sorrido (ri)pensando a quanto riuscissi ad essere puntualmente impreparato ai tempi della scuola superiore. Sistematicamente inadatto. Regolarmente fuori tempo. Sempre disinteressato alla letteratura di maniera. Mi interessa(va) solo la scrittura in rovina, la poesia di impatto, il gesto pittorico più che l’opera completa, il chiaroscuro a tinte forti. Vi fu un periodo una quindicina d’anni fa in cui Alda Merini apparve in televisione alcune volte. Fu così che la scoprii, da perfetto inetto che impara qualcosa dalla tv. Lessi che amava la musica e si divertiva anche a suonarla. E’ rilevante evidenziarlo, per quanto mi appaia un’ovvietà in una persona di simile spessore. Pochi giorni fa è scomparsa. Rimane una delle rare figure della tv (con Carmelo Bene e pochi altri) che ricordo con profondo rispetto e considero un privilegio aver potuto viverne le parole per bocca diretta. Mi chiedo: non è che il disinteresse per la letteratura scolastica sia dettato proprio dalla lontananza temporale con gli autori proposti? No, non funziona così, lo so. Alda Merini visse l’esperienza del manicomio e una volta scrisse “ Quando ero in manicomio, e vedevo l\'erba dalla parte delle radici, ero convinta (e ancora lo sono) che il grande arazzo della volontà divina lo vedano gli angeli, mentre noi, incamminati verso l\'indolenza o il sacrificio estremo, non comprendiamo nulla”. Un grido disperato. La luce, forse.WB
Michael Jackson, MP3 e… Danger Danger
Mentre l’industria musicale ha accolto con un “dolce sospiro” la scomparsa di Michael Jackson sorridendo alla grande svendita messa in atto dell’intera discografia del re del pop (addirittura gli autogrill, coi loro prezzi assurdi, sono pieni di cimeli) non si ferma l’erosione inarrestabile del settore che sta mietendo sempre più vittime.Colpa della crisi, si dice, ma non solo.
Colpa di internet e di un download selvaggio che non conosce limiti, ribattono etichette, artisti, giornali specializzati e addetti al lavoro.
Ma siamo sicuri siano questi gli unici motivi del contendere?
Giusto ieri mi sono diretto in quello che per anni è stato il mio negozio di fiducia con la speranza di trovare qualcosa da comprare e sono rimasto basito.
Il nuovo Black Crowes. Il nuovo Gotthard. Il nuovo 69Eyes. Il nuovo Harem Scarem. Il nuovo Collective Soul (chi?). Il nuovo Lynch Mob. Il nuovo Danger Danger (addirittura).
E per non parlare di Lynyrd Skynyrd, Pearl Jam, Creed, Europe, W.a.s.p., Alice In Chains pronti a finire nello scaffale delle offerte.
Ovviamente ho ristretto il campo ai soli prodotti di (mio) interesse, altrimenti la lista sarebbe infinita, e tralasciando tutti i dischi che in quell’esercizio non arriveranno mai.
Ma che sta succedendo, mi sono chiesto?
Cos’è tutta questa sovraesposizione di musica?
Io, nonostante uno stipendio dignitoso, non posso permettermi di spendere 200 euro a settimana, calcoli alla mano!
Figurarsi un giovane studente, che della musica è, deve essere, linfa vitale (in tutti i suoi aspetti).
Gli MP3, contrariamente a quanto mi sforzi di credere, stanno acquistando sempre più una valenza di “risposta” a questa scellerata politica di proliferazione.
Rimane un furto, sia chiaro.
Ma proviamo ad essere onesti (non è un gioco di parole).
Non ci fosse la possibilità di scaricare illegalmente, cioè gratis, quanti di quegli inutili orpelli (CD, ristampe, box, cofanetti, …) che inondano un mercato oramai asfittico gonfierebbero la nostra borsa della spesa?
Ben pochi, credo!
E io che ricordavo i Danger Danger sciolti da una vita… Povero me!
AC
Grande Fardello, X Factor...meno male che c’è Sanremo, perché Sanremo è Sanremo
Sono un autolesionista amante del trash in TV, mi piace infastidirmi a tal punto da dover cambiare canale. Negli anni ho sviluppato una resistenza notevole al peggio. Questione di allenamento e determinazione. Posso riuscire a guardare il Grande Fardello anche per un’ ora di fila, pubblicit incluse. Attenzione, non è un’ abilit comune. Se in questo momento state pensando che voi ve lo sparate tutto il lunedì sera senza problemi siete casi inguaribili e per voi questo editoriale non ha più senso, voi siete i migliori. Io mi rivolgo ai dubbiosi, a quelli che dopo cinque minuti gi non ne possono più. X Factor non lo guardavo, troppo anche per me, ma recentemente ho cercato di intravederlo.Resta inutile.
Ora inizieranno la Talpa, la Fattoria, il Ristorante, la Trattoria, la Bella e la Bestia … ma perché non fanno un reality intitolato che ne so “Il negozio di dischi” o “La fiera del disco”? Credete forse che la fauna che popola i negozi e le fiere del disco sia meno variopinta e scenografica ? assolutamente no, forse solo troppo acculturata per fare audience … ma torniamo in carreggiata che è meglio.
Volevo scrivere due righe su Sanremo, spesso associato dal qualunquismo piazzettaro di strada (notare bene che una volta si parlava di “chiacchere da bar”, oggi il bar è diventato luogo di formazione e cultura) alle suddette trasmissioni spazzatura. Sbagliato. Seguo Sanremo praticamente dal 1983 con interesse filologico e naturale attenzione critica, dai tempi in cui Pippo Franco riuscì a presentare la canzone Pinocchio (chi se la ricorda? C’mon You Tube c’mon…). Quello era trash intelligente e soprattutto di gusto (il che è un controsenso dato che il trash dovrebbe indurre disgusto, ma passiamo sui dettagli lessicali col rischio di inCARTArsi). Sanremo ha subito una involuzione a partire dal 2000 circa, dopo aver più che decorosamente solcato gli anni Novanta, ma resta sempre una kermesse musicale di massimo interesse, soprattutto tra le giovani proposte. Anche quest’anno potrei “vantare” un numero di amici-testimoni che certifichino che ho indovinato, ben prima della classifica finale, la canzone che ha vinto nella sezione dedicata a quelle da votare solo via internet (per la cronaca ha vinto Anya, immagino molti di voi nemmeno sappiano esista anche questa terza competizione, meno male che ci sono io).
Tra i giovani in gara ha trionfato Arisa, tutto sommato meritatamente presentando una canzone fuori dagli schemi usuali sanremesi. E’ peraltro la formula vincente delle ultime annate, niente di nuovo insomma. Personalmente avrei preferito Federico Perbellini (Riccardo Cocciante-clone), una specie di “young Robby Valentine de noaltri”, ma mi accontento.
Tra i big un’ecatombe che ormai si ripete da anni, tra canzoni copiate, rifacimenti mascherati, stonature imbarazzanti e personaggi riciclati. Un disastro.
Rimane il fatto che partecipare a Sanremo è un’esperienza unica per chi canta, ma ancor di più lo deve essere per chi è presente al teatro Ariston. Da casa l’effetto è mortificato, ma immagino l’ eccellente qualit sonora che si ode in sala, con un’orchestra (e che orchestra!) che accompagna una serie di canzoni popolari. Non è come trovarsi ad un concerto di musica classica o ad un concerto pop-rock , Sanremo è un unicum, ci sono manifestazioni analoghe nei paesi dell’Est Europa ed anche in Scandinavia, ma le orchestre non sono confrontabili (e non entro nel merito della qualit ) per numero di elementi. Tuttavia la “piazza” non è attenta a questi che non sono dettagli, ma è oramai capace solo di fissarsi sui particolari da soap opera, screditando tutto il resto.
Beata ignoranza (banalmente intesa come non-conoscenza), ognuno continui naturalmente a pensare ciò che crede, ma se il prossimo anno vi capita di avere un biglietto omaggio in platea e andare a Sanremo offende il vostro buon gusto musicale, fate lo sforzo di mandare un’email al sottoscritto, il biglietto ve lo pago una cifra sensata e qualche conoscente ligure lo corrompo per farmi ospitare una o due notti a scrocco.
Parlando di big questo Festival 2009 a conti fatti è servito solo a ricordare la figura di Mino Reitano, cantante di un’Italia che fu, una figura semplice, spontanea e solare. Ebbi pure il piacere (e a questo punto direi la fortuna) di assistere ad un suo concerto alcuni anni fa. Di quella serata custodisco ancora i manifesti affissi, raccolti dal sottoscritto e da un amico prima che venissero gettati via dall’organizzazione a concerto concluso. Italia…Italia… di terra bella uguale non ce n’è.
Gi , nonostante tutto hai proprio ragione Grande Mino. Grandissimo
WB
Nuovo anno per No Respect.
Ecco iniziare il nuovo anno di No Respect. Con qualche novit e un nuovo obiettivo: la school of rock ‘n roll.Tanta acqua è passata sotto i nostri ponti, siamo diventati un po’ più vecchi, qualcuno ha messo su famiglia, altri hanno ripreso in mano la chitarra impolverata, altri ancora si sono dati alla produzione discografica. A proposito di questo, state sintonizzati perché daremo il massimo risalto all’iniziativa del fratello Walter, il più grande rock ‘n roll addicted del triveneto.
La veste del sito è cambiata, grazie al supporto di una programmatrice (anche le donne lo fanno!) Anna che ha deciso di sopportare tutte le paturnie dei padri fondatori per aiutarci a essere più veloci nel tempo sempre minore che abbiamo per gestire questo hobby che ci ha solo fatto spendere valanghe di soldi per cd e concerti, ma quante soddisfazioni ci ha dato!
E poi c’è il nuovo corso, perché non ci piace ripeterci troppo, e non abbiamo, ripeto, più l’et per fare la web-fanzine.
Questo rinnovo sar incentrato su quello che, secondo noi, sar da sottolineare nel rock ‘n roll dei giorni nostri, sia in Italia che all’estero, quindi una scuola di rock, di guida all’ascolto (se preferite) cercando di dare il nostro piccolo risalto al meglio che ci passer tra le mani e sotto le orecchie, secondo la nostra visione, un filtro nel mare magnum delle proposte musicali che spesso si perdono nel web.
Questo significa che ci prenderemo la libert di parlare di quello che ci sembra interessante, di stroncare tutto l’inutile, ma anche di tacere e di non perdere tempo sull’elogio facile o sul cd inviato senza note o registrato con un pc e un microfono da chat. Per essere più esplicito, come dice Jack Endino (guardate il suo sito), se proprio volete intasarmi la cassetta delle lettere, non aspettatevi che debba prendere in considerazione il vostro lavoro. E aggiungo, a volte sar meglio che non se ne parli, piuttosto che sentirsi dire:\"è una merda!”.
D’altro siamo No Respect, anche se a volte lo scordiamo.
A NR si aggiunger un nuovo collaboratore che ci istruir sulla musica Indy/Alternative (cosa sia questo genere non ci è chiaro, ma vedremo di farcelo spiegare da lui, sperando ne sia in grado :)).
E infine grazie a tutti quelli che ci hanno letto in questi anni, tutti i collaboratori passati e presenti, gli amici e anche quelli a cui abbiamo avuto l’onore di stare sulle palle.
This is No Respect!, Up your ass!!!!!!!!!!!
PM
2008 poco coraggioso
Non posso esimermi dal fare una breve considerazione sul fronte discografico 2008: è difficile immaginare come un mercato gi in coma profondo, potesse riuscire ad affrontare una crisi globale come quella tuttora in corso: lungi da me fare considerazioni di natura economica, ma le ultime uscite di nomi storici (AC/DC, Metallica, Whitesnake, Uriah Heep, Guns \'n\' Roses, Judas Priest) lasciano pensare a un accordo comune tra domanda e offerta (pubblico e label) per una sorta di \"certezza\" (musicale ed economica), con buona pace delle nuove scoperte, letteralmente oscurate dai suddetti mostri sacri. L\'augurio è che il nuovo anno porti quel pizzico di coraggio che ci permetta, nel nostro piccolo, di guardare al futuro in maniera più serena.AE